Rapida incursione in Patria.
Lo zaino è pronto, giace tramortito dal suo ripieno in camera mia.
Il bagaglio a mano è miracolosamente chiuso.
Tra trenta minuti
a partire da ora
ri-
parto.
Io sono ancora in jeans e maglietta.
Con le pantofole di lana cotta.
E sono quasi più spaventata della prima volta.
Ho visto facce familiari, compiuto i soliti rituali collettivi, sanato ferite annose e purulente, condiviso il racconto dei miei giorni, ballato, cantato, sorriso.
Eppure.
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